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Follie di Ferragosto in AFAST

Buongiorno a tutti, volevo raccontarvi cosa è successo nel periodo tra fine luglio e metà agosto in AFAST, nuova realtà Accenture in ambito Finance che ha preso il posto di SecServizi, centro servizi delle banche venete coinvolte nel crack del 2017.

Nell’ultimo anno tutte le persone che hanno fatto parte del presidio (Morris Monaco, Nicolas Martinelli, Nabil Adi, Michael Brusco) hanno sopportato (è corretto sopportato e non supportato) la migrazione della “vecchia realtà” verso gli standard Accenture che non ha mai guardato al servizio ma piuttosto alla presenza di tutte le fix di sicurezza sino al giorno prima. Ovviamente tutto questo in aggiunta alle attività già a carico del presidio, traducendo quindi in azioni tecniche quello che gente non troppo dentro il settore IT aveva descritto e promesso in file excel e power point di difficile comprensione. A tal proposito ci sarebbe da raccontare il patching di 150 sistemi linux di produzione in 3 giorni deciso il pomeriggio del 15 dicembre con scadenza (come sempre) il giorno prima. Questa è, però, un’altra storia.

Ad ogni modo in quest’ultimo periodo ho potuto osservare 2 interpretazioni totalmente diverse della parola FOLLIA:

  • uno negativo nel quale persone che sembrano non comprendere il momento tecnologico in cui ci troviamo e che quasi “pretendono” cose quanto meno discutibili
  • uno positivo di persone che non hanno paura di un mondo che conoscono bene e di cui nutrono un profondo rispetto e che si prendono carico di progetti sfidanti e li portano a termine

Ecco nel dettaglio quello che è successo. Ad aprile è emersa l’esigenza di installare la nuova versione di Openshift in quanto alcune progettualità strategiche lo prevedevano come requisito. Sapendo come era stato configurato l’ambiente precedente (openshift 3) e che le competenze interne non erano presenti ho avviato tutto l’iter per presentare sorint come il partner ideale per questa opportunità. Grazie a Fabrizio Colombo, in breve tempo, sono state individuate le persone che avrebbero svolto l’attività nel giro di qualche settimana visto che gli sviluppi dei progetti sarebbero iniziati verso inizio giugno. Purtroppo per problemi organizzativi e tecnici del cliente (anche qui ci sarebbe un’altra bella storia da raccontare) la data di inizio attività è stata posticipata prima di qualche settimana, poi di qualche mese sino ad arrivare al 15 luglio in cui mi è stato comunicato che “probabilmente” si sarebbe potuto iniziare il 2 agosto. Ovviamente il 18 luglio (nonostante il periodo generale di ferie) mi è stato detto che il progetto “doveva” iniziare il 26 luglio in quanto in forte ritardo per gli sviluppi (Follia 1); dopo qualche telefonata e grazie alla gentilezza dei colleghi abbiamo potuto confermare questa data e quindi il 26 luglio effettivamente è partito il progetto portato avanti da Giorgio Valsecchi.

Passati pochi giorni dall’inizio delle attività è nata una nuova esigenza: “come rilasciare i microservizi sulla nuova infrastruttura Openshift?”; ovviamente la necessità, sebbene subordinata all’installazione dell’infrastruttura, era immediata (Follia 2). Dopo un breve confronto con Fabrizio Colombo e capendo che l’intera catena CI/CD non sarebbe stata di breve implementazione (soprattutto per le scarse conoscenze del cliente), si è trovato un compromesso con una soluzione manuale in attesa dell’implementazione di tutta una filiera CI/CD.

Stava procedendo tutto bene, la parte di CI/CD è stata magistralmente creata da Luca Panza mentre l’installazione di OpenShift procedeva regolarmente ma è sorta un’ultima “fondamentale” esigenza (ore 18:30 di mercoledì 4 agosto): era necessario ripristinare entro il 23 agosto (Follia 3) un ambiente in cui era installato e configurato il prodotto Google Apigee, sul quale:

  • Google ha impiegato 1 mese per la messa in opera
  • Google non forniva supporto in quanto mancava copertura economica
  • non erano presenti documenti di analisi
  • non si reperivano documenti architetturali

Fortunatamente, durante la presentazione del sircle nei diversi incontri tra sircle leader, avevo accennato della presenza del prodotto Google Apigee presso il cliente ed ero stato contattato da Alessio Carmazzi (25 gennaio) che mi aveva detto di fare riferimento a lui nel caso ci fossero state opportunità in quest’ambito. Dopo una call organizzata per la mattina successiva e un brevissimo troubleshooting, Alessio ha deciso di imbarcarsi in questa avventura (Follia 4). Alla fine, grazie ad Alessio e Pierfrancesco Longo, il 13 agosto l’ambiente di Google Apigee è stato ripristinato.

Ad oggi le follie sembrano volgere al termine e ho il tempo per riflettere su tutti gli spunti positivi di queste settimane:

  • gestione professionale di un cliente molto complesso
  • competenze tecnologiche di livello su prodotti molto recenti
  • utilità della presentazione del sircle a sorint
  • confronto con colleghi con altre esperienze
  • “triangolazione” Padova – Milano/Bergamo – Boston – Roma

Sperando che si siano aperte nuove opportunità visto la dimostrazione di chi è Sorint e con stimoli rinnovati volevo concludere ringraziando con tutto il cuore le persone citate in questo articolo e quelle che non ho citato ma che hanno partecipato a questa avventura.

Alla prossima Follia :D

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